La Bibbia

Matteo 10

Matteo

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Capitolo 11

1


 

  Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.  

 

 


2


 

  Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli:  

 

 


3


 

  «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?».  

 

 


4


 

  Gesù rispose: «Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete:  

 

 


5


 

  I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l'udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella,  

 

 


6


 

  e beato colui che non si scandalizza di me».  

 

 


7


 

  Mentre questi se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?  

 

 


8


 

  Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re!  

 

 


9


 

  E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta.  

 

 


10


 

  Egli è colui, del quale sta scritto: che preparerà la tua via davanti a te.  

 

 


11


 

  In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.  

 

 


12


 

  Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.  

 

 


13


 

  La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.  

 

 


14


 

  E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire.  

 

 


15


 

  Chi ha orecchi intenda.  

 

 


16


 

  Ma a chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:  

 

 


17


 

  Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.  

 

 


18


 

  E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.  

 

 


19


 

  E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere».  

 

 


20


 

  Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite:  

 

 


21


 

  «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere.  

 

 


22


 

  Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra.  

 

 


23


 

  E tu, Cafarnao, Fino agli inferi precipiterai! essa esisterebbe!  

 

 


24


 

  Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!».  

 

 


25


 

  In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.  

 

 


26


 

  Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.  

 

 


27


 

  Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.  

 

 


28


 

  Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.  

 

 


29


 

  Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.  

 

 


30


 

  Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».  

 

 


Matteo 12

 

 

 

 

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